E l'amore ?
Ah l'amore!Come in gelateria c'ha mille gusti e mille differenti qualità e non c'entra niente con quello che ti avevano raccontato qua e là..
Questo lavoro è come l'amore.
Che ti prende i visceri e non ti lascia più tempo libero. Sempre a correre, come quando hai il cagotto. Una roba che non si può tratterenere.
Sette vite (come i gatti) da imparare a memoria per essere una buona educatrice e sapre accompagnare queste persone verso la vecchiaia, l'età adulta, le autonomie residue.
Disabili, ma grandi.
Niente a che vedere con quei bimbi down tenerissimi che sgambettano tra i compagni alla scuola materna. Lì riesci a vedere un futuro più facile di quello che è stata la vita per un dsabile fino a qualche anno fa. Ma le mie matte, loro, sono passate attrvaerso le maglie strette di una scuola che non era pronta, di famiglie lasciate sole e di povertà culturali che speriamo di aver lasciato alle spalle.
Famiglie in cui si andava dal prete per capire il perchè di una figlia così diversa; paesi in cui valeva la regola del nascondere tutto, prima di incappare nel dito puntato del giudizio altrui. Mondi in cui un figlio così, con gli occhi piccoli, era una disgrazia, un poveraccio che nel migliore dei casi diventava "il matto", maschera folk da sopportare con benevolenza.
Adesso sono con loro e sento quando preparo la cena, il peso delle storie passate, dei ricoveri facili, dei sorrisi radi.
Ma poi arriva l'amore: che riempie, accende, spalanca e l'ultima parola del raconto diventa "presente".
Sono qua, a lavorare perchè il presente sia fatto di piccole conquiste e di socialità nuove, nonostante il peso dei ricordi foschi.
Sono qua, a innamorarmi di sette matterelle che mi scagliano addosso tutte le loro richieste: di riconoscimento, di spazio e d'amore, ovviamente.
Rispondo con la consapevolezza imparata negli anni, con gli strumenti imparati sui banchi e con la leggerezza imparata dai clown.
Leggerezza che non vuol dire dimenticare ma prendersi a cuore e sistemare, con pazienza le cicatrici di una vita storta.
Adesso,per dire, va molto di moda il momento karaoke. Per conoscersi, per fidarsi, perchè insomma, se canti con me non puoi essere poi così cattiva.
Ma in amore, lo so, ho sempre avuto probemi con la costanza.
Quando poi si fanno vivi gli ex-fidanzati, allora è una tragedia.
Così va che mi propongono di lavorare con quegli altri sfigati, di là. Quelli che tutti chiamano nomadi, quelli che rubano i bambini, quelli che proprio puzzano di natura. Non so come fare, perchè gli amori non se ne vanno via in fretta, quindi mi smangiucchio le unghie e vedo come essere me stessa,
per definirmi una volta per tutte,
indipendentemente dall'amore.