venerdì, 12 giugno 2009
Ottto donne dentro ad una stanza, a fare teatro.
A confrontarsi con un testo di quarant'anni fa, "Nascita e Morte della Massaia". La storia di una grande donna che diventa piccola. La Massaia scava dentro di sè, poi esce fuori e viene pettinata, rimessa in ordine secondo canoni che non le appartengono, perchè non sono quelli che ha maturato nel suo percorso personale, ma quelli ordinari della "brava signora".
Dopo aver tanto pensato, si scontra con "ciò che è giusto fare" e deve riaggiustare i pezzi e le idee andate in frantumi.

Questo percorso mi ha portato a tirare fuori il mio tragitto, a vedere che cosa poteva essere condiviso, affrontato e poi lasciato indietro, perchè il ritorno è poi un andare avanti con nuove consapevolezze.
Ognuna di noi ha portato un brano, qualcosa che fosse suo da mescolare, per descrivere con parole altrui la propria strada. Io ho scelto qualcosa di arrabbiato e danzante. Un'altra ha scelto una canzone di Fossati. Questi due brani, messi uno in fila all'altro, mi hanno aperto una piccola nuova finestrella.

La prima canzone diceva: "Prenditi un altro pezzettino del mio cuore", con la voce blues e meravigliosa di Janis Joplin.
La seconda diceva "Dicono che c'è un tempo per seminare  e uno più lungo per aspettare".
Due frasi così, che spennellano il mio presente. E' vero, qualche volta, come dice la mia saggia insegnante, sono quasi un libro aperto. Ma poi, quando c'è da richiudere ed andare avanti, scatto via, come piccata. Se mi togli tutto il dolore passato, cosa mi resta?
A dare una risposta è arrivato Fossati.
Mi resta il tempo di aspettare. Costruendo futuri altrui, con numeri nuovi da appuntare sull'agenda.
E c'è tempo c'è tempo c'è tempo per questo mare infinito di gente.
C'è tempo per capire bene, ora che son qua, chi tenere vicino al cuore e chi invece scolorirà, non per disinteresse, ma perchè si son prese altre strade.
C'è tempo per leggere cose noiose e raccogliere i frutti chissà quando.
C'è tempo per ascoltare progetti ancora agli inizi e prendermene carico.
C'è tempo per riconoscere lo schemino di massaia che  avevo scelto senza scegliere davvero e lasciarlo indietro, pronta a riempire il vuoto con nuovi sogni, questa volta davvero miei.

C'è tempo- Ivano Fossati
 
Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.

C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.

postato da: potaci alle ore 12:16 | Permalink | commenti
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categoria:bologna, uno che la sapeva lunga